
I movimenti di macchina sono le tecniche e regole utilizzate per spostare la cinepresa durante le riprese di un video o film, rappresentano la firma del regista e sono l’elemento fondamentale per la buona riuscita di un’opera cinematografica.
Attraverso i movimenti di macchina il regista assicura la continuità narrativa del racconto cinematografico e guida lo spettatore sia a livello visivo che a livello emotivo, accompagnandolo nell’interpretazione del film.
Raccontano visivamente la storia: i movimenti di macchina forniscono informazioni e dettagli che possono arricchire la narrazione senza bisogno di dialoghi o spiegazioni verbali.
Evidenziano emozioni e stati d’animo: un movimento lento e fluido può creare un’atmosfera tranquilla e contemplativa, mentre un movimento rapido e agitato può trasmettere tensione o caos.
Guidano l’attenzione dello spettatore: i movimenti di macchina guidano lo sguardo dello spettatore verso elementi specifici all’interno dell’inquadratura.
Creano ritmo e dinamismo: varie tecniche di movimento di macchina possono aggiungere ritmo e dinamismo, una sequenza ben coreografata con movimenti di macchina può mantenere alto l’interesse dello spettatore e rendere le scene più avvincenti.
01 MOVIMENTI DI ROTAZIONE – La telecamera ruota attorno a un punto fisso
Panoramica orizzontale (Pan): La telecamera ruota orizzontalmente da sinistra a destra o da destra a sinistra.
Panoramica verticale (Tilt): La telecamera ruota verticalmente verso l’alto o verso il basso.
02 MOVIMENTI DI TRASLAZIONE – Movimenti che implicano lo spostamento fisico della telecamera
Carrellata (Dolly): La telecamera si muove su una pista o un carrello, in avanti o indietro, avvicinandosi o allontanandosi dal soggetto.
Carrellata laterale (Truck): La telecamera si muove lateralmente a sinistra o a destra.
Movimento verticale (Boom o Pedestal): La telecamera si sposta verticalmente su un braccio o una piattaforma.
03 MOVIMENTI COMBINATI – Rotazione e la Traslazione insieme, il resto è magia
Dolly Zoom (Vertigo): Combina una carrellata avanti o indietro con uno zoom in o out, creando un effetto disorientante.
04 MOVIMENTI OTTICI – Movimenti ottenuti attraverso l’uso esclusivo dell’obiettivo
Zoom in: L’obiettivo si avvicina al soggetto.
Zoom out: L’obiettivo si allontana dal soggetto.
Crash zoom: Uno zoom molto rapido per effetti drammatici.
05 MOVIMENTI MANUALI – Implicano l’uso di una telecamera a mano, spesso con un effetto più dinamico e instabile
Handheld: La telecamera è tenuta a mano, con movimenti naturali e tremolanti.
Steadicam: La telecamera è montata su un sistema di stabilizzazione per movimenti fluidi anche quando tenuta a mano.
06 MOVIMENTI SPECIALI – Movimenti più complessi o tecnologicamente avanzati
Whip Pan: Una panoramica molto rapida che crea un effetto sfocato.
Tracking shot: Segue il soggetto in movimento, mantenendo la telecamera a una distanza costante.
Crane shot: La telecamera è montata su una gru per movimenti ampi e fluidi in verticale e orizzontale.
La macchina da presa è fissa e non si muove. L’inquadratura rimane la stessa, come se fosse una fotografia, e qualsiasi movimento all’interno della scena è dovuto ai soggetti o agli oggetti in movimento, non alla telecamera stessa.
Il regista può scegliere di utilizzare la macchina statica per diverse ragioni, per esempio:
01 -per lasciare lo sguardo dello spettatore più “libero” all’interno della scena
02 – creare una sensazione di stabilità e tranquillità, o al contrario chiusura e claustrofobia
03 – mantenere la continuità visiva in modo chiaro e diretto.
Nella panoramica la telecamera ruota orizzontalmente su un asse fisso (di solito un treppiede).
È come se seguisse una scena da sinistra a destra o da destra a sinistra, mantenendo la stessa posizione.
La panoramica viene utilizzata principalmente per mostrare l’ambiente circostante, rivelare informazioni importanti, generare suspance o enfatizzare la continuità temporale.
Una variante della panoramica classica è la panoramica verticale, in cui la telecamera invece di muoversi da sinistra a destra, si muove verso l’alto o verso il basso, ruotando verticalmente un asse fisso.
Si tratta di una panoramica eseguita molto rapidamente, creando un effetto sfocato tra i due punti di interesse.
Viene spesso usato per passare rapidamente da una scena all’altra o per aggiungere un senso di urgenza o sorpresa.
Il regista spesso utilizza questa particolare tecnica per aumentare la tensione o l’energia nella scena. Per esempio per i dialoghi caratterizzati da botta e risposta, per le scene d’inseguimento in cui l’inseguito guarda velocemente e costantemente dietro di sé, per controllare l’inseguitore, e davanti a sé, per vedere dove sta andando.
La carrellata è uno dei principali movimenti di macchina, viene utilizzata dal regista per seguire un personaggio, esplorare un ambiente, matenere la continuità visiva e rivelare informazioni, in generale può essere avanti o indietro, dette anche carrellata a seguire o a precedere.
Nella carrellata in avanti la telecamera si muove fisicamente in avanti verso il soggetto, avvicinandosi. È come se si avvicinasse a qualcosa, aumentando l’intimità o l’intensità della scena.
Nella carrellata indietro la telecamera si muove fisicamente all’indietro, allontanandosi dal soggetto. Questo movimento può rivelare l’ambiente circostante o creare un senso di distacco.
Lo Zoom è un altro movimento di macchina estremamente importante, può essere diviso in Zoom In, Zoom Out e Crash Zoom, e viene utilizzato dal regista sia per scopi narrativi che per scopi estetici.
Per esempio per enfatizzare un dettaglio, aumentare la tensione o trasmettere un senso di sorpresa, al tempo stesso creare distacco e alienazione o manipolare la percezione del tempo.
Nello Zoom In l’obiettivo della telecamera si avvicina al soggetto senza che la telecamera si muova fisicamente. L’effetto è che il soggetto sembra avvicinarsi.
Nello Zoom Out l’obiettivo si allontana dal soggetto, facendolo sembrare più lontano.
Nel Crash Zoom abbiamo uno zoom molto rapido, spesso usato per effetti drammatici o di sorpresa.
Conosciuto anche come “Dolly Zoom”, è un effetto ottenuto combinando una carrellata avanti (o indietro) con uno zoom out (o in).
L’effetto risultante è che il soggetto centrale rimane della stessa dimensione mentre lo sfondo sembra comprimersi o espandersi. È noto per creare un effetto disorientante e viene spesso usato per rappresentare momenti di forte tensione, disorientamento e solitudine.
Questo effetto è diventato famoso grazie al grande Alfred Hitchcock nel film “Vertigo” ed è stato utilizzato più volte tra alcuni dei più grandi registi, tra cui Steven Spielberg in “Lo squalo” (1975) e Martin Scorsese in “Goodfellas” (1990).
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